Giovedi 26 Marzo 2009 - ore
21:15
Archivio Zeta
ILIADE I FIUMI PARLANO
Fabbricazione duello uccisione riscatto
compianto sepoltura
messa in scena Gianluca Guidotti ed Enrica
Sangiovanni
conflagrazioni poetiche
Omero, Rosa Calzecchi Onesti, Cesare Pavese, Simone
Weil
aedi
Enrica Sangiovanni, Gianluca Guidotti, Andrea Sangiovanni
recensione:
Dopo Eschilo e Sofocle,
un passo ancora indietro: Omero. Un nuovo tentativo
di teatro di parola: a verso a verso, andando a
capo quando il senso è finito. Provando ci
accorgiamo per simpatia, per assonanza che ILIADE
è ancora lettera viva se chi dice o ascolta
è vigile, disponibile. Questa è una
battaglia, una sfida della poesia contro l'assuefazione,
contro l'ignoranza, contro tutto ciò che
è offesa al mondo. Proviamo a dire i versi
di Omero voltati in italiano da Rosa Calzecchi Onesti
(grazie allinfaticabile cura editoriale di
Cesare Pavese) e ad imbastire con ago e filo una
geometria ritmica di duelli verbali: simpara
la lima e la pazienza: a mettere in connessione
la lettera con la vita, con la realtà, a
dargli forma, pensiero, anima e immaginazione e
a osservare come lievita un pane di parole o come
si leviga un legno carico di versi o come si zappa
un campo irto di accenti. Verso a verso come corpo
a corpo, come duello, testo/aedo, che poi dopo il
duello si fa coro e quindi polifonia condivisa:
fiumi ascoltare!
Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni
Sappiamo bene tuttavia che
qualunque traduzione è una messa in scena
che adatta un testo perlomeno a un nuovo clima
verbale e lo colloca in un gioco di riflessi e
di richiami, di sopraggiunte oscurità e
insospettate possibilità d'echi, che è
sempre un travestimento. Ma sappiamo altresì
che altro è accontentarsi della generica
suggestione di un testo e tradurla secondo un
secolare schema oratorio, altro accostarsi alla
lettera viva armati di una sensibile e attenta
filologia, come di una bilancetta, che dovrà
scrupolosamente dosare l'oro della poesia. Di
questa nostra convinzione non ci pare anzi nemmeno
di doverci vantare: è una semplice esigenza
di coscienza e di gusto e chi oggi non la sente
si mette fuori non dico della "civiltà
letteraria" di buona memoria ma del normale
alfabetismo.
Cesare Pavese - 1950
Chi aveva sognato che la forza, grazie al progresso,
appartenesse ormai al passato, ha voluto vedere
in questo poema un documento; chi sa discernere
la forza, oggi come un tempo, al centro di ogni
storia umana, vi trova il più bello, il
più puro degli specchi. La forza è
ciò che rende chiunque le sia sottomesso
una cosa. La straordinaria equità che ispira
lIliade non ha avuto imitatori. A malapena
ci si accorge che il poeta è greco e non
troiano. LIliade fu lunico vero testo
dellepopea occidentale, suoi soli continuatori
furono Eschilo e Sofocle. Gli uomini ritroveranno
il genio epico quando sapranno credere che nulla
è al riparo dalla sorte, quindi non ammirare
mai la forza, non odiare i nemici, non disprezzare
gli sventurati. E dubbio che ciò
sia prossimo ad accadere.
Simone Weil - 1940
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