Lunedi 15 Dicembre 2008 - ore
21:15
Teatro del Carretto
PINOCCHIO
da C. Collodi
adattamento e regia Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori
suono Hubert Westkemper
luci Angelo Linzalata
con
Giandomenico Cupaiuolo, Elsa Bossi, Giacomo Pecchia
Giacomo Vezzani
Elena Nenè Barini, Nicolò Belliti,
Jonathan Bertolai, Carlo Gambaro
recensione:
.Ho pensato
di fabbricarmi un bel burattino di legno
Il
burattino deve ballare, tirare di scherma e fare
i salti mortali
Geppetto, misteriosamente custodendo nel suo corpo
una scelta da adolescente, sogna di fabbricarsi
un burattino meraviglioso e di girare con costui
il mondo: viaggio da clown, da circo, avventuroso
e illusionistico.
Pinocchio fa suo il sogno di Geppetto. Per realizzare
quel sogno, egli dovrà toccare il fondo
della sua sventura, fino a quando, trasformato
in somaro, sarà Stella della danza nel
circo del Paese dei Balocchi e rischierà
di diventare una pelle di tamburo per la banda.
Pinocchio è già
riconosciuto come fratello dalle marionette del
Teatro di Mangiafuoco: il suo ingresso trionfale
nel mondo di quelle Maschere immortali sembra
un battesimo ufficiale.
Qui egli raggiunge il luogo che spiega e motiva
la sua nascita.
Da quel progetto accarezzato
dal genitore (ridotto a puro fantasma nel ventre
della balena)
passando attraverso il Carrozzone
di Mangiafuoco (Suoni festosi di grancassa
il
giubilo del Gran Teatro, attori che sembrano marionette
e marionette che sembrano attori
e la scena,
straziante satira parodica della commedia popolare
e del melodramma, in cui Pinocchio chiede a Mangiafuoco
la grazia per Arlecchino
)
o presso la casa della fata, creatura dominata
dal terrore di essere abbandonata, perduta, e
costretta a sua volta a rischiare di perdere,
abbandonare
(ma anche quello della fata sembra
essere un mondo teatrale con quei dottori e quei
becchini grotteschi e surreali, con quel suo apparire
e scomparire, resistendo sempre, di morte in vita,
quella emblematica massa di capelli
turchini)
a quella ribalta che è il circo dove
Pinocchio-somaro è costretto ad esibirsi
lapprodo è in un finale con
il palcoscenico ormai vuoto quando, uscito dal
sogno di legno, Pinocchio vede il
suo simulacro abbandonato come un costume di scena
Avventura onirica, notturna,
di una notte definitiva, dove il giorno è
solo recitato da sarcastici lampi temporaleschi
e
il destino del grande burattino si rivela, letteralmente,
teatrale.
Maria Grazia Cipriani
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