Teatro Francesco di Bartolo
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Associazione Teatro Buti - BUBAMARA Teatro

SABATO 12 E DOMENICA 13 MAGGIO 2012 -ORE 17.00

SOTTO IL CAVOLO
Teatro di Buti


con Luisa Baschieri, Francesco Gravante, Paola Marcone , Nadia Testi
musiche Fabio Bartolomei
allestimento e luci Riccardo Gargiulo
ideazione scene e costumi BUBAMARA Teatro
drammaturgia e regia Paola Marcone


“Educazione all'affettività, studio della riproduzione, educazione sessuale... Dopo aver giocato con mille bugie, gli adulti non sanno più quali parole utilizzare per nascondere la propria difficoltà: come spiegare ai bambini la verità sul concepimento e sulla nascita?
"Caduti dal cielo con la pioggia, portati dalla cicogna o trovati sotto il cavolo: boh!?! Ma che fantasie sono queste!?!". I bambini chiedono risposte dirette e sincere sulla loro origine, perché è normale voler fugare dubbi e confusione di fronte a questa legittima curiosità.
In fondo la realtà aiuta a crescere e a diventare persone mature, equilibrate, oneste…
Ma se ci troviamo di fronte ad adulti che si inventano un sacco di scuse, forse potremmo supporre che da bambini sono stati esposti a troppe favole! Meglio invertire la direzione di questo circolo vizioso e provare a far andare tutto per il verso giusto.
Con sensibilità e un pizzico di leggerezza il mistero della vita può diventare uno spettacolo straordinario, da gustare e da capire fino in fondo.

Tecnica teatro d'attore
Età 5-11 anni


SOTTO IL CAVOLO è un racconto che parte da un desiderio: una bambina vuole un fratellino ... o una sorellina . Ha inizio così una ricerca condotta con lo strumento principale di cui dispone l'infanzia, la Domanda, indirizzata a tutto il mondo affettivo che la circonda. Mamma, babbo, nonna, maestra, amici sono i principali destinatari di interrogativi legittimi e naturali "come si fa ad avere un fratello?", "dove lo posso trovare?", "lo posso fare da sola?"... Ma le risposte non sono subito dirette ed esaustive. Ed allora, quando non si seguono i percorsi più semplici della verità e della spontaneità, le cose si complicano, e la bambinainvestigatrice si trova ad intervistare un popolo di personaggi fantastici che incarnano le bugie, le scuse, i racconti di fantasia con i quali il mondo adulto crede di proteggere i bambini dai presunti pericoli della realtà, della conoscenza, della crescita.
La scena è emblematicamente il sunto dell'universo dei bambini, con una tripartizione del proscenio in spazio-casa, spazio-scuola, spazio delle relazioni. Un'ulteriore suddivisione avviene anche nella dimensione della profondità del palco, con una prima striscia a bordo palco e di immediata vicinanza con il pubblico che rappresenta l'infanzia e i contatti fra pari, una fascia più arretrata nella quale si muovono gli adulti, e l'ultima porzione verso il fondo che è lo spazio che ospita i sogni e il fantastico. Il linguaggio visivo è caratterizzato dall'utilizzo del disegno e di oggetti e accessori dai colori surreali.
L'azione ruota attorno alla bimba che si relaziona con una girandola di personaggi - con l'inserto di un ironico carosello che parodizza gli archetipi della genitorialità - alla conquista della verità. Dopo un divertente succedersi di incontri, finalmente una spiegazione chiara e un fratellino in arrivo. Altro che "sotto il cavolo"!