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DOMENICA 8 MARZO ORE 17.00 - TEATRO "VITTORIA" – CASCINE DI BUTI (Pi)
Oscar De Summa RETTE PARALLELE SONO L'AMORE E LA MORTE |
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di e con Oscar De Summa progetto luci e scene Matteo Gozzi progetto sonoro Oscar De Summa produzione Atto Due ETS, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con il contributo di GialloMare Minimal Teatro, Fondazione Armunia, Pimoff Milano, ATER Fondazione foto di Matteo Luppi Lo spettacolo parte della figura di Mariarosaria, una ragazza che abitava accanto alla casa dove viveva l'autore da ragazzo. Una coetanea con cui non aveva nulla da condividere, perché le famiglie non si frequentavano in seguito a screzi accaduti nel tempo. Mariarosaria studia, va al liceo, studiava il pianoforte, si interessava di filosofia, tutte cose che la rendevano diversa e lontana dal mondo di adolescenti decisi a divertirsi senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Proprio quando De Summa, molti anni dopo, decide di raccontare la storia di questa giovane donna e della sua infatuazione per un suo amico, un amore frenato sul nascere dalla famiglia di lei, scopre che nello stesso giorno in cui ha iniziato a scriverne Mariarosaria è morta. Questa coincidenza lo colpisce e lo porta a completare il suo lavoro, un testo che intreccia il vissuto personale con la fisica quantistica, scovando in questa scienza le ragioni per le quali due vite sembrano restare inscindibilmente legate. «C'è un esperimento detto entanglement – scrive l'autore – che dice che se mettiamo in relazione due particelle per un tempo sufficiente, poi, anche se le separiamo queste restano collegate tra di loro. Tanto che se io intervengo su una, l'altra reagirà allo stimolo proprio come se avessi agito su di lei. Per questa relazione al momento non esiste nessuna spiegazione plausibile ma il dato di fatto è che c'è ed è efficace. Non posso non fare un'associazione tra ciò che mi è successo e quello che è successo a Mariarosaria: siamo legati in modo indissolubile? E lo siamo anche con tutto quello con cui siamo entrati in relazione? Queste le domande alla base del mio nuovo lavoro che indaga, attraverso una scienza ancora incapace di dare spiegazioni, il valore della nostra vita».
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