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VENERDÌ 14 MAGGIO ORE 21.15 SABATO 15 MAGGIO ORE 21.15 TEATRO "VITTORIA" – CASCINE DI BUTI (Pi) Compagnia del Maggio di Buti MEDEA maggio di Pietro Frediani, con prologo da Euripide |
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maggio di Pietro Frediani con un prologo tratto dalla Medea di Euripide con i componenti della Compagnia del Maggio di Buti Nel corso dei secoli il mito di Medea, la sua tragica vicenda, è arrivato fino a noi narrato dal teatro classico fino a quello contemporaneo, come dal cinema fino a quello indimenticabile di Pasolini con la Callas nel ruolo principale. Da Medea – la barbara, la maga, la ripudiata, l'esule, la straniera, la discendente del Sole, la donna tradita e infine l'infanticida – ne siamo come affascinati e forse ci sentiamo un po' responsabili di quel conflitto culturale fra la civiltà (la nostra) e la barbarie (la cultura lontana, diversa). Il mito classico, alla luce della storia contemporanea, è diventato uno specchio delle contraddizioni della civiltà occidentale. All'inizio, a mo' di prologo, proponiamo un breve tratto da quella che è la madre di tutte le medee, cioè dal testo di Euripide. Questa come introduzione al testo del Frediani cantato in maggio, per far vedere come, nel corso degli anni, il mito sia arrivato a far parte di quella cultura popolare lontana dalle raffinatezze dei grandi scrittori, ma viva e presente ed anche, se vogliamo, contemporanea, tanto che Medea alla fine non sale in cielo sul carro del Sole ma, come vuole la morale comune, si deve togliere la vita per l'orrendo infanticidio. La tragica storia di questa eroina si svolge scandita da versi dal rozzo al sublime, nobilmente. Bisogna pensare che è la scrittura di un pastore, il Frediani, solidificata fra i prati e i boschi, davanti al suo gregge, e restituita poi agli abitanti di quei luoghi, lontani dai teatri e dalle convenzioni. E il maggio è un canto che non è mai duro, ma ha un'aria quasi ipnotica, ripetitiva, dove la vicenda narrata, pur vissuta fino in fondo, sembra quasi ci allontani e ci porti in quelle radure dove di nuovo vivere a contatto con la natura. In questa Medea, nascosta e quasi segreta, sentiamo una purezza e una originalità che supera l'impurità e la naïveté e ci restituisce un teatro cristallino del quale se ne erano perdute le tracce.
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